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Gattuso: “Sono grato a Barella e Bastoni. Potrei raccontare molte cose”

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La Nazionale di Gennaro Gattuso è arrivata a Chisinau, dove domani affronterà la Moldova. Gli azzurri praticamente si sono già assicurati i playoff, anche perché la qualificazione diretta per i Mondiali del 2026 è quasi impossibile contro la Norvegia che ha fatto un girone straordinario. Intervistato da Sky Sport prima della partita, il commissario tecnico degli azzurri ha evitato di concentrarsi sul futuro, preferendo focalizzarsi esclusivamente sull’imminente impegno e ringraziando gli interisti Alessandro Bastoni e Nicolò Barella. Queste le sue parole:

“La mia mente è rivolta alla partita di domani, non mi proietto oltre. Voglio vedere come si evolvono i ragazzi, come lavorano insieme e come si sentono fisicamente – dice Gattuso -. Questo raduno non era facile: siamo già qualificati per i playoff, ci sono piccoli infortuni, qualche acciacco, ma sono grato a Barella, Bastoni e Calafiori. Potrei raccontare molte cose, ma non era affatto scontato. Devo fare i complimenti a tutti per la professionalità e la determinazione che stanno dimostrando ogni giorno”.

In questo modo, Gattuso ha sottolineato l’importanza di mantenere la concentrazione sull’immediato, senza lasciarsi distrarre dai pensieri su ciò che accadrà nel 2026. La sua attenzione resta rivolta alla crescita della squadra e alla qualità del lavoro che i giocatori stanno mostrando, con un occhio anche alle difficoltà che si presentano in una fase della stagione già avanzata.

Ziliani: “La questione stagisti? Tanta ipocrisia. Qualcuno dimentica queste cose?”

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Paolo Ziliani ha trattato l’argomento esultanza fuori onda di due stagisti di Sky Sport durante la diretta di Verona-Inter, e l’allontanamento che ne è seguito. Il noto giornalista sportivo, da sempre attento osservatore delle dinamiche interne alle tv sportive, non ha mancato di evidenziare l’incoerenza del gesto, chiedendosi: “È possibile che Sky Sport, che ha appena licenziato due aspiranti giornalisti per una reazione spontanea, sia la stessa emittente che, ai tempi di Cristiano Ronaldo, ha sponsorizzato la Juventus e si è trasformata in un vero e proprio megafono per la squadra bianconera, ospitando tra i suoi volti noti personaggi come Marocchi, Mauro e Ilaria D’Amico?”.

Quello che sconvolge maggiormente Ziliani è il contrasto tra le parole e i fatti. “Il direttore Ferri, che invoca sobrietà e imparzialità, sembra aver dimenticato completamente gli anni di narrazione di Sky Sport, che si è spesso piegata a un tifo dichiarato per la Juventus, con toni che rasentavano il grottesco. So bene come funzionano le dinamiche dietro le quinte delle tv sportive. Ai tempi di Controcampo – programma che ho contribuito a ideare e curare insieme a Sandro Piccinini – insieme abbiamo fatto una proposta al direttore Ettore Rognoni. Volevamo fermare la prassi di avere giornalisti che erano tifosi dichiarati di una squadra e inviati fissi al seguito di quella stessa squadra”.

Ziliani sottolinea che non si trattava di mettere in discussione le capacità dei singoli giornalisti, ma piuttosto di un principio di imparzialità giornalistica che andava oltre la simpatia o il tifo. Eppure, nonostante l’imbarazzo iniziale, la proposta venne accettata e ufficialmente comunicata a tutta la redazione. “Eppure, quella che sembrava essere una vittoria, in realtà si rivelò una vittoria di Pirro. In poco tempo, tutto tornò come prima. Le resistenze erano troppo forti e il comodo rapporto tra Mediaset e le grandi squadre, tra cui Milan, Juventus e Inter, non poteva essere messo in discussione”.

Il punto sollevato dal giornalista è che, nonostante la retorica ufficiale della sobrietà e dell’imparzialità, dietro le quinte il mondo del giornalismo sportivo è spesso dominato da dinamiche che poco hanno a che fare con l’equilibrio informativo. E Sky Sport, con il suo recente intervento nei confronti degli stagisti, non fa che confermare una realtà ben nota a chi lavora nell’ambiente: l’apparenza della neutralità è spesso solo una facciata.

Conte: “Dopo Eintracht, avremo il Qarabag che può permettersi di fare turnover in campionato”

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Alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Eintracht Francoforte, valida per la quarta giornata della fase a girone unico dell’edizione 2025/26, Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa mostrando le solite polemiche e lamentele. Il tecnico del Napoli ha esordito sottolineando le differenze tra il calcio europeo e quello dei principali campionati:

“La Champions è un mondo a sé. Guardate il Qarabag: ha 6 punti. Non dimentichiamoci che parliamo di squadre che giocano in tornei dove l’intensità e l’impegno non sono paragonabili a quelli di Serie A, Liga, Bundesliga o Premier League. Non esiste un calendario facile: poi avremo proprio il Qarabag che può permettersi di fare turnover in campionato, mentre noi no”.

Conte ha poi affrontato il tema del calendario, che a suo dire pesa molto sulle squadre dei campionati più competitivi:

“C’è più pressione, più infortuni e meno possibilità di ruotare i giocatori. Per noi quella di domani è una gara importante, ma resto tranquillo: conosco la forza mentale del mio gruppo, e lo abbiamo dimostrato anche sabato. L’ho detto dall’inizio: questa sarà una stagione difficile. Tutti devono sapere che troveranno un ambiente compatto. Il fatto che il Napoli lotti per le prime posizioni dà fastidio, lo capisco, ma la squadra è unita e i ragazzi stanno dando tutto. Siamo lì davanti, e questo evidentemente spaventa qualcuno”.

Non è mancata una risposta decisa anche sul tema dei gol mancanti da parte degli attaccanti: “Qualcuno deve pur aver segnato, visto che siamo primi in classifica. Si cerca sempre il bicchiere mezzo vuoto. È normale avere difficoltà con nuovi innesti e infortuni, ma stiamo reagendo da squadra. Da inizio anno sento solo critiche, poi guardo la classifica e siamo in testa. Abbiamo superato tante assenze, ma ve lo chiedete mai questo?”.

Infine, Conte ha invitato i cronisti a una maggiore obiettività: “Serve fare analisi serie. Anguissa quanti gol ha segnato in più quest’anno? Tre? Bene, metteteli idealmente agli attaccanti. Conta la squadra, non i singoli numeri”.