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Scaroni: “Dybala e Lukaku all’Inter? Solo ipotesi”

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Paolo Scaroni non crede a Romelu Lukaku e Paulo Dybala all’Inter. Il presidente del Milan parla così nel corso de La Politica nel Pallone su Gr Parlamento non vuole commentare le voci che vedono i due giocatori prossimi a vestire la maglia della Beneamata la prossima stagione: 

 

“Cerco di non preoccuparmi per cose non avvenute, per ora Lukaku e Dybala mi sembrano solo ipotesi e nulla di più, ma poi guardo al nostro club – ha detto Scaroni -. Siamo abituati ad affrontare avversari competitive: sicuramente l’Inter aveva una squadra sulla carta più forte del Milan, ma lo spirito di squadra e la capacità dei nostri tecnici e dirigenti hanno giocato un ruolo fondamentale. Occasioni perse dal Milan sul mercato? Non lo so, sicuramente perdiamo tante chiacchiere. Non vedo decine di operazioni già concluse, sono soltanto decine di ipotesi. Noi siamo più riservati di altri e non ho l’impressione che stiamo perdendo dei colpi. Mi aspetto che un signore come Gerry Cardinale abbia un occhio attento ai bilanci, magari qualche investimento ma in previsione di obiettivi che creino valore. Le cose da mecenate sono superate”.

Poi aggiunge: “Il sogno ora è fare bene in Champions. Lo scorso anno siamo stati eliminati al primo turno, quest’anno ci poniamo l’obiettivo di fare meglio e riportare il Milan a competere. Non dico vincere, ma fare bene. Sensazioni a un mese dallo scudetto? A inizio stagione mi ponevo come obiettivo il quarto posto, immaginatevi se pensavo di vincere lo scudetto. E’ stata una emozione incredibile per tutti noi”.

Gr Parlamento

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Buffon: “Di Maria alla Juve? Sarebbe come Maradona”

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Gianluigi Buffon è stato intervistato dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l’ex portiere della Juve, ora al Parma, ha parlato così di Angel Di Maria:

 

“Lui alla Juve sarebbe come Maradona. I giocatori vanno valutati pensando al contesto in cui devono agire. Oggi la Serie A si è impoverita a livello tecnico, questo è fuori di dubbio. E Angel, di tecnica, ne ha da vendere. Salta l’avversario con una facilità impressionante, è decisivo sotto porta, è bravo negli assist, corre per tutto il campo e può ricoprire più ruoli. In poche parole: è un giocatore di calcio. Stiamo parlando di un professionista esemplare, oltre che di un bravissimo ragazzo, uno che non molla un centimetro, uno che lotta non soltanto in partita ma anche in allenamento. E a questo temperamento battagliero unisce qualità tecniche davvero incredibili. Ripeto: nella Serie A di oggi sarebbe come Maradona”. 

Poi aggiunge: “Di Maria è stato un giocatore costretto a rimanere all’ombra di altri – dice Buffon -, sicuramente più acclamati a livello mediatico, pur avendo le loro stesse caratteristiche e le loro stesse qualità. Quando ero al Psg c’era Neymar, c’era il giovane Mbappè, c’era Verratti, ma Angel non era inferiore a nessuno di loro. Al Real Madrid, nel 2014, quando vinse la Décima, giocava con Benzema, con Cristiano Ronaldo, con Modric, con Kroos. Lui sempre un passo indietro, eppure sapeva fare l’ala, il trequartista, persino la mezzala”. 

La Gazzetta dello Sport

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Marotta: “Presto le nuove riforme in A. E sul caso Gnonto faccio una denuncia in modo concreto”

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L’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta ha parlato ai microfoni di Radio Rai nel corso della trasmissione Radio Anch’io Sport facendo il punto anche sulle riforme in Serie A e della battaglia legale tra Lega e Figc. Queste le sue parole:

“Il rapporto con la Figc deve essere positivo. C’è soddisfazione per il parziale accoglimento del ricorso e questo dimostra la fondatezza delle nostre obiezioni in merito a una misura inopportuna non certo nel merito perché siamo favorevoli alla trasparenza, ma con modi e tempistiche diverse. Soprattutto per gli effetti retroattivi sulla gestione in corso. La strada intrapresa dalla Federazione è quella giusta, ma bisogna considerare la situazione in cui versano le società”.

LE NUOVE RIFORME

“Credo presto. Dobbiamo eliminare la litigiosità che è diventata la grammatica di un’intera classe dirigenziale – sottolinea Marotta -. Serve un cammino comune, nuove forme di ricavo, la valorizzazione delle risorse come i diritti tv esteri. Rispetto alla Spagna abbiamo un quarto dei ricavi, rispetto all’Inghilterra circa un ottavo. Si parla di media company: non c’è alcuna preclusione ma serve un’analisi approfondita della proposta. Servono riforme. Quella dei campionati, l’area professionistica è troppo ampia, il semi-professionismo può aiutare le realtà di provincia. Oggi la Serie A versa 120 milioni di mutualità alle serie minori. Siamo fanalino di coda anche nelle infrastrutture. Negli ultimi dieci anni in Europa sono stati fatti 153 nuovi stadi, in Italia due. Il sistema è da rinnovare”.

LA CRESCITA DEI GIOVANI

“In Italia siamo in grande difficoltà. Eravamo tra le prime in Europa in termini di fatturato e vittorie all’inizio dei 2000. Adesso la prima italiana è la Juventus ed è tra l’ottavo e il nono posto. Le nostre possibilità di spesa sono limitate. Il calcio ha subito un profondo cambiamento, si è passato dal mecenatismo di Berlusconi a Moratti al modello attuale in cui ci sono delle società di intrattenimento. Il calcio non aveva badato a spese, oggi invece la sostenibilità è alla base dell’azienda. Il nostro è un campionato di transizione. Lukaku è un esempio: è arrivato due anni fa e poi è stato attratto dal Chelsea ed è partito. Dobbiamo fare necessità virtù. Far giocare i giovani è una realtà importante, ma le pressioni in Italia sono ancora troppo alte per dar spazio nelle grandi realtà ai nostri giovani”.

IL CASO GNONTO

“E’ una denuncia che faccio in modo concreto. In Italia dal punto di vista legislativo è mancato lo strumento che viene definito apprendistato. Adesso siamo arrivati a questa conquista che permette che i giocatori allevati fino a 16 anni non hanno la facoltà di andare all’estero senza dare alcuna retribuzione e in maniera incontrollata”, ha concluso Marotta.

Radio Rai

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