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La Gazzetta boccia Sommer e punge: “Sussurra preghiere ai palloni. Sono guai seri”

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La Gazzetta dello Sport non ha risparmiato critiche a Yann Sommer dopo la partita nel derby contro il Milan, assegnandogli un deludente 4,5 in pagella. Secondo il quotidiano, il portiere dell’Inter è stato il peggiore in campo, soprattutto per l’errore sul tiro di Saelemaekers, tiro che ha deciso il derby perché da lì arriva il gol di Pulisic grazie ad una parata senza senso dello svizzero. La rosea scrive che ‘Sommer ormai sussurra preghiere ai palloni per evitare che si avvicinino”, evidenziando la sua passività e la poca reattività nell’azione decisiva.

Inoltre aggiunge: “Quando deve incidere, scende troppo morbido sul tiro di Saelemaekers. E sono guai veri”.

Conte: “Sono molto trasparente, non ho maschere, e questo non piace a tutti”

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Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport dopo il successo ottenuto contro l’Atalanta. Il tecnico ha parlato della situazione della sua squadra, in particolare dell’infortunio di Anguissa, che ha subito un infortunio durante l’impegno con la Nazionale: “L’ultima difficoltà che abbiamo affrontato è stata la lesione di Anguissa, che si è fatto male con la sua selezione – ha spiegato Conte -. Questo mi ha portato a riflettere, perché a centrocampo ci siamo ritrovati con pochissimi uomini disponibili. Elmas è un vero jolly, sta facendo un po’ di tutto e lo sta facendo con grande efficacia. Gli altri centrocampisti a disposizione sono Lobotka e McTominay”.

Conte continua: “Siamo felici per il risultato, ma anche per come è stato raggiunto. Nel primo tempo abbiamo imposto ritmi molto alti, e anche nella seconda parte del match abbiamo mantenuto una pressione intensa. Avremmo potuto gestire meglio il possesso palla, ma alla fine abbiamo battuto una squadra di altissimo livello. C’è stata molta energia e una grande carica emotiva nell’ambiente. Lo stadio era elettrico”.

Il tecnico ha anche parlato del suo rapporto con i giocatori: “Chi sta fuori non conosce davvero la realtà delle cose, il legame che ho con i calciatori è molto forte, molto diretto. Cerchiamo sempre di essere sinceri l’uno con l’altro. Sono uno molto trasparente, non ho maschere. Questo non piace a tutti, ma mi hanno insegnato che l’onestà è fondamentale. Quando vedo qualcosa che non va, preferisco intervenire piuttosto che ignorare il problema. Naturalmente, ognuno si fa le proprie opinioni. I media hanno il diritto di esprimersi, ma noi dobbiamo continuare a lavorare”.

Capello: “Derby? C’è un rischio. Quella di Comolli è una delle cose più sciocche che ci siano”

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Durante la sua partecipazione al programma radiofonico Deejay Football Club, Fabio Capello ha espresso il suo punto di vista sul tanto atteso derby di Milano, in programma tra Inter e Milan. Secondo l’ex allenatore, la partita si preannuncia come un confronto molto intenso:

“Sarà una gara molto combattuta, con grande attenzione e molta determinazione. C’è però il rischio che la troppa pressione possa influire negativamente sull’esito, causando errori dovuti proprio alla tensione. Da tecnico, è fondamentale preparare la partita nel modo giusto, ma alla fine il risultato dipenderà anche da quei piccoli dettagli che possono fare la differenza”.

Capello ha parlato di Rafel Leao, sottolineando che la sua posizione di “punta centrale” rappresenta una scelta azzardata: “Leao ha grandi doti, lo si è visto anche con il Portogallo recentemente. Ma non ha ancora il tempismo di una vera punta, né la capacità di muoversi nei momenti giusti. Però, è un giocatore che sa inventare e può fare la differenza”.

Sul tema dell’uso dei dati statistici nel calcio, Capello ha espresso delle riserve. Ha fatto riferimento a una recente dichiarazione di Igli Tare che aveva criticato le metodologie impiegate da alcuni club nell’analisi dei giocatori: “Tare ha ragione. Le affermazioni di Comolli sui dati statistici sono una vera e propria sciocchezza. I numeri da soli non possono raccontarti tutto su un giocatore. Possono supportare le decisioni, ma non sono in grado di dirti se un calciatore sa difendersi o se è capace di leggere il gioco. Il vero valore di un giocatore si capisce anche dalle conversazioni dirette con lui, dal suo approccio mentale e dalla sua personalità”.