Ospiti come opinionisti del canale Twitch Controcalcio, Mario Balotelli e Radja Nainggolan hanno risposto alla domanda su Federico Dimarco e Theo Hernandez. Entrambi gli ex Inter sono d’accordo: l’italiano è meglio del francese. Le parole di Balotelli:
“Theo Hernandez più forte di Federico Dimarco? Per favore lasciamo perdere. Abbiamo appena iniziato questa live e volete già che me ne vado? Dimarco è più forte senza dubbio. Se mi dite Maignan al posto di Sommer lo posso anche accettare”.
Nainggolan è d’accordo con Balotelli: “Io tra i due prendo Dimarco. L’interista fa 80 assist, fa dieci gol, invece il francese cosa fa? Fa molto poco. Scelgo Dimarco in una squadra che vince proprio il campionato”.
A Sandro Sabatini non passa mai e ritorna sempre a discutere su temi morti e sepolti nel tempo. Su temi dove si creano le solite polemiche sterili infinite, gli ambienti tossici e pieni d’odio. Ma a Sabatini questo non interessa, abbassandosi ai livelli dei bar sotto casa precisando il nulla totale:
“L’almanacco ci dice che gli scudetti dell’Intersono venti e quelli della Juve trentasei. Con un discorso più ampliato possiamo dire che i bianconeri hanno vinto trentasei più due revocati, invece quelli nerazzurri sono venti, ma di cui uno a tavolino. Questo significa rispettare la verità. C’è sempre una polemica esagerata, ma ci può stare che Agnelli scriva sui social quando la Juve ha vinto la seconda stella, oppure Moratti che dice dei venticinque scudetti, ci sta. Ma non ci sta che alcune esposizioni mediatiche vengano strumentalizzate. Tipo il contatto tra Iuliano e Ronaldo non sarebbe stato chiarito neanche con il VAR”.
Poi aggiunge: “Lo scudetto del 2006 è stato rivendicato dagli interisti come lo scudetto degli onesti. Ma agli interisti dico: se è così, allora è normale che io dica che i vostri scudetti siano diciannove sul campo e uno a tavolino. Non è una provocazione, vuol dire che si racconta la storia per quello che è stata. Gli juventini ricordano che a un certo punto l’Inter beneficiò della prescrizione, solo che prescrizione non significa condanna. Però la prescrizione avrebbe indotto a pensare che anche i nerazzurri sarebbero stati condannati. C’è da sottolineare che in caso di processo Giacinto Facchetti non sarebbe potuto difendersi perché nel frattempo era scomparso. Quindi ai tifosi interisti dico di godersi questo scudetto e non ripensare a cose che non possono essere comunque dimostrate fino in fondo”.
Peccato che coloro che pensano allo scudetto del 2006 sono proprio Sabatini e i suoi amici nelle varie trasmissioni in TV e streaming. Però questi sono dettagli. Significa che questa vittoria dell’Inter l’hanno presa proprio benissimo…
Nello sport, come nella vita, esistono le categorie: saper vincere. Invece saper perdere è abbastanza difficile per l’altra parte del Naviglio, insomma, è utopia pura. Dopo la vittoria e la conquista della seconda stella proprio nel derby di Milano, i ‘signori’ del Milan, non solo non hanno digerito la seconda stella a casa propria, ma neanche il sesto derby consecutivo perso contro l’Inter. Quindi per pura frustrazione dopo il fischio finale parte la musica tecno a palla in quel di San Siro, peccato che non c’era musica tecno che teneva in una festa del genere. Invece dal lato nerazzurro ci si comporta diversamente: chiedete ad Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella.
E’ proprio così, perché durante i festeggiamenti sotto il cielo di Milano sono partiti alcuni cori spiacevoli nei confronti di Theo Hernandez (pessima la sua scena nei minuti finali del derby, ma per questo bisogna distinguersi da chi non sa perdere): “Theo Hernandez figlio di p….”, il coro di alcuni tifosi interisti. Però Barella e Calhanoglu non sono d’accordo con questo atteggiamento e reagiscono subito, invitando tutti a interrompere il coro con tanto di segno ‘no ragazzi’ con le dita.
Ecco, appunto, nella vita, come nello sport, esistono le categorie.