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Zazzaroni confuso: “Barella ammonito perché l’arbitro aveva espulso Simeone quattro minuti prima”

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Durante la moviola di Graziano Cesari negli studi di Mediaset dopo la finale di Supercoppa tra Inter e Napoli, Ivan Zazzaroni interviene per commentare l’ammonizione di Nicolò Barella dal direttore di gara Antonio Rapuano. L’ammonizione, che costerà al giocatore la squalifica contro la Fiorentina in campionato, è considerata molto eccessiva dall’ex arbitro. Le sue parole:

“Rapuano ha diretto una gara in modo confuso. Non mi è piaciuta per niente la sua prestazione, il metro di giudizio non combacia con quello durante il primo tempo. Ha ammonito Barella per proteste per un fallo che non c’è, ma che senso ha? Lui tocca il pallone nettamente, in più si tratta di una finale e la tensione dei giocatori è molto alta. Tu da direttore di gara devi essere più comprensivo e devi lasciar correre piuttosto che ammonire un giocatore per un fallo inesistente, tra l’altro a due passi da te. Calcolando che il giocatore sconterà la squalifica contro la Fiorentina e non è giusto”, ha detto Cesari.

Zazzaroni aggiunge: “Ma dai, è evidente che lo ammonisce apposta, perché quattro minuti prima aveva espulso Simeone”. Peccato che Nicolò Barella viene ammonito prima dell’espulsione del centravanti del Napoli. L’ex ballerino sempre più confuso.

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Calvarese: “Rapuano non ha convinto e su Barella giallo ingusto”

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Gianpaolo Calvarese, ex arbitro, ora moviolista e opinionista arbitrale, ha parlato dell’operato di Antonio Rapuano, direttore di gara della finale di Supercoppa tra Inter e Napoli. Queste le sue parole sulle colonne di Tuttosport:

“Il direttore di gara della finale di Supercoppa non è ancora internazionale, eppure è stato designato per quella partita che si può considerare la più importante della sua carriera. In questa finale ha sbagliato del tutto il metro disciplinare, perché in una partita simile l’aspetto disciplinare ha un peso specifico rispetto alle altre partite. Se l’arbitro decide di partire con un metro di giudizio e lo mantiene uniforme per tutto il match, questo significa che è senza dubbio discontinuo sul piano delle sanzioni. Nel primo tempo Rapuano risparmia fino al quarantesimo sia Acerbi che Calhanoglu, entrambi da sanzionare, dopo tira fuori due gialli giusti ai danni del turco e Rrahmani”.

Calvarese aggiunge che il direttore di gara “nel secondo tempo rientra in campo con un metro del tutto sbagliato. Ammonisce Barella per proteste, ma il giocatore nerazzurro protesta per un fallo che non c’è. Subito dopo sanziona Simeone con un giallo che ritengo eccessivo, certo, l’Inter stava ripartendo, però la difesa del Napoli sembrava del tutto schierata. Invece il secondo giallo ci sta perché Acerbi subisce un pestone. Non convince la modalità della sanzione, perché l’arbitro arriva in ritardo e forse viene consigliato da Di Bello”.

Mauro: “Il rosso a Simeone? Non capisco le proteste del Napoli”

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La Supercoppa rimane a Milano, la Supercoppa è ancora dell’Inter. Con il gol di Lautaro Martinez, Simone Inzaghi si conferma il Re della Supercoppa italiana. Non sono mancate le proteste durante il match contro il Napoli, dove gli stessi partenopei sono protagonisti delle lamentele feroci per un fallo molto evidente di Giovanni Simeone. Lamentele che Massimo Mauro non condivide, e negli studi di Mediaset commenta così il rosso inflitto al centravanti partenopeo. Queste le sue parole:

“Ho visto un primo tempo in parità, anzi, Kvaratskhelia ha fatto un bel tiro che Sommer ha parato molto bene. Poi nella ripresa ho visto una crescita della squadra di Simone Inzaghi. Il rosso a Simeone? In uno sport che si gioca con i piedi non si può mica dare una pedata. Onestamente trovo assurde le lamentele o valutare un fallo del genere. Lo step on foot è quasi un fallo da espulsione, a mio avviso non è neanche un fallo da ammonizione. Il giocatore del Napoli schiaccia il piede di Acerbi in modo evidente e dargli il rosso non sarebbe uno scandalo. Ovviamente quell’episodio ha determinato i trenta metri indietro degli azzurri di Mazzarri”, ha detto Mauro.

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