Home Blog Pagina 134

Paparesta: “Juve-Inter diretta 8 volte. Gara difficile da arbitrare specie quando c’erano le tensioni incredibili”

paparesta-inter-juve

Ospite del programma Sportitaliamercato in onda su Sportitalia, Gianluca Paparesta, ex arbitro di Serie A, ha parlato del match di questa settimana tra Inter e Juve allo Stadium. Queste le sue parole:

“Penso che la squadra di Simone Inzaghi sia nettamente superiore da quella allenata da Max Allegri. Le partite arbitrate tra Inter e Juve saranno state circa otto volte, la ritengo una delle gare più difficili da arbitrare, specialmente in quel periodo dove le tensioni erano davvero incredibili. In quegli anni si parlava di questa sfida per settimane, non solo per l’importanza, ma anche per la rivalità”.

Paparesta aggiunge: “Se l’arbitro Guida è quello giusto per arbitrare una partita simile? Direi di si, perché lui come arbitro non ha fatto grossi danni in precedenza con entrambe le squadre, quindi lo ritengo un ottimo arbitro che cerca sia di avere un ottimo rapporto con i calciatori in campo sia di farsi rispettare dagli stessi”, conclude.

Sportitalia

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Sacchi con chi ce l’hai?: “Vincere con i bilanci in rosso è rubare”

inzaghi-sacchi-intervista-inter-milan-incoerenza-bilanci-in-rosso

Arrigo Sacchi torna a essere polemico per l’ennesima volta e lo fa davanti ai microfoni di Sky Sport. Niente tatticismi per l’ex tecnico del Milan, infatti questa volta si è spostato sul lato economico. Oltre che maestro di calcio, il buon Sacchi è anche maestro di economia e per lui avere bilanci in rosso è rubare, insomma un tuttofare l’ex tecnico rossonero. Le sue parole:

“Io credo nei valori di un paese che ha sbagliato valori, però la furbizia non è un valore. Diciamo che conta solo vincere. Cerchiamo sempre di fare tattica, poca gente è stratega e questo si rivolta nel calcio. Un calcio che l’abbiamo trasformato in uno sport difensivo ed individuale. Una volta questo calcio era un calcio offensivo e di squadra, ma ora fare squadra in questo paese è un miraggio, facciamo molta fatica. Quasi tutti gli allenatori guardano i piedi dei calciatori, ma a me interessava la testa e non avevo bisogno di giocatori già affermati”.

Ancora più polemico: “Vincere coi debiti vuol dire barare e in Italia la maggior parte dei club ha bilanci in rosso. Questi sono tattici, ma il tattico non dà un gioco, il tattico cerca solo di sfruttare l’errore dell’avversario. Allora cosa fanno? Cercano un giocatore di grande valore che deve approfittare degli errori altrui, ma questa non è una strada da percorrere. Noi per questo abbiamo squadre con i bilanci in rosso – dice Sacchi -, ma vincere con i bilanci in rosso è come rubare. Persino l’Unione europea ha affermato che il 50% della corruzione in Europa si trova in Italia”.

Sky Sport

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Criscitiello: “Marotta e Ausilio bravissimi, ma Inzaghi che valorizza pure i raccattapalle gioca con due attaccanti”

criscitiello-inter-calciomercato

Secondo Michele Criscitiello, Simone Inzaghi sta facendo un grandissimo lavoro, ma non viene ricompensato nel modo giusto da parte della dirigenza dell’Inter. Nel suo editoriale per Sportitalia, il giornalista scrive dell’operato del tecnico nerazzurro da quando siede sulla panchina interista. Le sue parole:

“Simone Inzaghi è arrivato a Milano all’inizio della fine di un’era. L’ex tecnico della Lazio sembrava dovesse traghettare dopo l’addio di Antonio Conte, invece no, Simone Inzaghi ha fatto un vero e proprio miracolo. In tantissimi lo hanno attaccato, lo hanno proprio distrutto. Lavorare all’Inter non è per niente facile, ma Inzaghi ci è riuscito perché è davvero un grande allenatore. Beppe Marotta e Piero Ausilio hanno fatto grandi cose, per esempio su 20 affari fatti ne avranno sbagliati massimo due, tra questi c’è la gestione del caso Skriniar, ci può stare, ci mancherebbe altro. Però i due dirigenti ne hanno indovinati altri 18 affari”, dice il giornalista.

Criscitiello aggiunge: “Non ho mai visto un giornale esaltare il lavoro di Inzaghi come si deve. Il suo operato non è mai valorizzato abbastanza dalla stampa italiana, ma riconosciuto. Parliamo di un allenatore che ha portato l’Inter a grandissimi livelli (l’ultimo a portare i nerazzurri ad assaporare una finale europea fu José Mourinho 13 anni fa) con due attaccanti, Lautaro e Dzeko l’anno scorso, e quest’anno sempre con due, Lautaro e Thuram. Ci rendiamo conto che una squadra come l’Inter gioca con due attaccanti? Ti fai il segno della croce persino in Serie D se hai solo due attaccanti, figuriamoci nella massima competizione calcistica. Eppure questo allenatore fa tutte le competizioni con due attaccanti. Sta facendo un miracolo calcistico e nessuno ne vuole sapere nulla. Questo allenatore ti sta valorizzando persino i raccattapalle e non merita solo due attaccanti”, conclude.

Sportitalia

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: