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Vanoli: “Sempre grato a Conte, mi ha dato la possibilità di vincere lo scudetto con la mia Inter”

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Durante un’intervista lasciata ai microfoni di Sky Sport, Paolo Vanoli, adesso allenatore del Venezia, ha raccontato la sua esperienza sulla panchina dell’Inter a fianco di Antonio Conte. Queste le parole del tecnico varesino:

“Ringrazierò sempre Antonio Conte, perché in Premier League mi ha fatto vivere esperienze bellissime, e in più, firmando anche all’Inter, tra l’altro, dandomi la possibilità di vincere lo scudetto, appunto, con la mia squadra del cuore. Chi mi conosce sa che sono un tifoso interista. Tornando a Conte, tengo a sottolineare che mi ha insegnato a gestire i grandi campioni, ciò mi è stato utile quando ho allenato lo Spartak Mosca”.

Vanoli aggiunge: “L’esperienza allo Spartak mi ha regalato un bel trofeo, ma soprattutto è stata importante per vari motivi. Dopo ho lasciato il paese per causa del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, inoltre non era facile e la mia famiglia era costantemente in ansia per me. Addirittura anche la Farnesina mi chiamava di continuo chiedendomi di rientrare in Italia. Ringrazio tanto anche mia moglie per il supporto che mi ha sempre dato”, conclude il tecnico. 

Sky Sport

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Jugovic: “Zanetti non rallentava mai. Vieri? Haaland prima di Haaland. Ronaldo sembrava uscito dai videogiochi”.

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Vladimir Jugovic, ex centrocampista di Inter, Juve e Lazio, ha disegnato la sua squadra dei sogni. Questa la formazione dei sogni dell’ex calciatore serbo ai microfoni di Sportweek:

“In porta ci metto Peruzzi perché, nonostante la poca eleganza e altezza, era un portiere insuperabile. Con lui tutti i difensori si sentivano al sicuro in campo e fuori. Peruzzi un uomo spogliatoio straordinario. In difesa abbiamo un giocatore come Javier Zanetti, la costanza fatta a persona, ma soprattutto, a calciatore. Andava sempre a duemila all’ora in partita e in allenamento. Ogni tanto mi domandavo ‘ma quest’uomo rallenta mai?'”.

Jugovic si posta in centrocampo e attacco: “Miha era un amico prima che compagno di squadra, dai tempi delle vittorie con la Stella Rossa fino alla Samp. Un giocatore che calciava le punizioni come le calciava lui non esisterà mai più. Alla forza abbinava un grande piede, che spettacolo! Vieri? Per me Bobo è stato Haaland prima di Haaland. Ronaldo? Per me è stato il più forte sia come compagno che come avversario. Mai visto un giocatore come lui. Andava in porta direttamente con la palla in velocità impressionante. Ronnie sembrava uscito dai videogiochi”, conclude l’ex giocatore”.

Questa la squadra dei sogni di Jugovic:

Peruzzi; Zanetti, Nesta, Mihajlovic, Evra; Gullit, Zidane, Nedved; Savicevic, Vieri, Ronaldo. All.: Lippi.

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Marotta racconta: “Inter? Pensavo che il messaggio di Zhang fosse uno scherzo”

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Ospite di Festival dello Sport di Trento, Beppe Marotta ha parlato di alcuni aneddoti, tra cui la chiamata di Steven Zhang dopo aver lasciato la Juve in modo inaspettato. Queste le parole dell’amministratore delegato dell’Inter:

“Quel momento non lo dimenticherò mai – esordisce Marotta -. Chi fa parte di questo mondo sa benissimo che si vive di cicli, quando se ne chiude uno è qualcosa di fisiologico. Dunque, chiusa l’esperienza con i bianconeri, il giorno dopo ricevo all’improvviso un messaggio di Steven Zhang. Onestamente non conoscevo il numero, ma ho letto il nome e ho pensato che si trattasse di uno scherzo di qualche conoscente. Io il numero di Steven non ce l’avevo e mi è sembrato strano, infatti, subito dopo ho chiamato Urbano Cairo perché sapevo della loro amicizia”.

Marotta continua: “Cairo mi rispose che non si trattava di uno scherzo, ma di Zhang in persona. Dopo un paio di giorni si è creato un approccio che ha portato alla creazione di un rapporto che mi ha dato la possibilità di tornare subito in campo. E’ l’adrenalina che ha ognuno di noi”, conclude il dirigente.

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