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Asprilla: “Lautaro? Nemmeno un centesimo della classe di Crespo. Lukaku? Tutto muscoli e basta”

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Non c’è alcun paragone tra il calcio attuale e quello di 30 anni fa. Ne è convinto Faustino Asprilla, che ai microfoni de La Gazzetta dello Sport esalta il calcio passato e non riconosce minimamente la bravura degli attaccanti di oggi. Queste le sue parole sugli attaccanti della Serie A:

“Victor Osimhen? E’ un bravo attaccante, ma non è bravo quanto me. Anzi, vi querelo se leggo certi paragoni. Io ho giocato nella Serie A di Maldini, Gullit e Baggio. Volete che aggiungo altri? Nella Serie A di Baggio, Vierchowod e Costacurta. A volte non ci riuscivo e a volte me li sono anche bevuti. Adesso dove stanno questi grandi difensori? Contro chi gioca l’attaccante del Napoli? Non esistono paragoni, il calcio che ho giocato io è nettamente superiore al calcio attuale”.

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“Anche Lautaro Martinez è bravo, ma per me lui non ha un centesimo della classe di Hernan Crespo o di Abel Balbo. I miei due ex compagni di squadra erano degli attaccanti stratosferici. Lukaku? Per me lui è solo muscoli e basta. Lui usa la forza, ma il calcio è un’altra cosa, è fantasia e invenzione, il calcio è libertà”, conclude Asprilla.

La Gazzetta dello Sport

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Ferrero: “Squadra e Stankovic, andate ad asfaltare l’Inter”

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Quando si tratta dell’Inter, Massimo Ferrero non si tira indietro per qualche frecciata in più. Lo ha fatto anche questa volta in occasione di Sampdoria-Inter lunedì prossimo. Queste le sue parole ai microfoni di Sport Mediaset:

“Dobbiamo stare vicini a questa meravigliosa squadra. Il mio discorso è rivolto ai miei calciatori e all’allenatore Dejan Stankovic. In giro si racconta che tengo in ostaggio questa squadra, ma non è per niente vero perché io non tengo in ostaggio nessuno. Sono pronto a vendere, se qualcuno vuole comprare la squadra si faccia avanti. Dico ai miei ragazzi che lunedì devono scendere in campo e asfaltare l’Inter. Il mio motto da presidente è sempre ‘il calcio è un gioco di undici contro undici, chi mangia più erba vince la partita’”, conclude Ferrero.

Sport Mediaset

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Samuel: “L’Inter è stata una famiglia. Triplete? Sempre i primi”

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The Wall, Walter Samuel, l’ex muro dell’Inter, ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’emittente svizzera RSI. Queste le sue parole:

“L’impresa compiuta con l’Argentina ai Mondiali? Ancora non mi sono reso conto di quello che abbiamo fatto. Ovviamente i calciatori sono i protagonisti assoluti, ma per noi dello staff tecnico è un motivo di orgoglio perché abbiamo vinto tutti insieme. Le problematiche in Argentina ci sono ancora, ma questo successo ha dato una gioia al nostro popolo che ne aveva bisogno”.

ROMA

“Non sopportavo subire gol, ero troppo concentrato. Ai tempi della Roma non era facile ambientarsi, ma grazie ai miei connazionali Batistuta e Balbo ho superato questi ostacoli. Con Capello ho fatto molto bene nella difesa a tre, una bellissima annata, infatti, quell’anno vincemmo lo scudetto”.

ALLENATORI

“L’allenatore che ha avuto una particolare influenza su di me è stato sicuramente José Mourinho ai tempi dell’Inter. Lui mi ha cambiato tanto, come modo di lavorare e come mentalità. La fiducia che aveva in se stesso la trasmetteva a noi. Questo è molto importante perché abbiamo vinto anche grazie a questa convinzione. Per quanto riguarda il livello tecnico, direi Bielsa. Con Marcelo sono cresciuto tantissimo, sarà ingiusto con gli altri tecnici, però Bielsa mi ha insegnato l’uscita da dietro e la giocata con la palla tra le linee. Mi ha insegnato a non perdere i duelli di testa. Che dire! Marcelo era un vero e proprio martello”.

AMICI NEL CALCIO

“Nel mio paese ho tanti amici, intendo quelli che conosco da una vita. Invece gli amici che ho conosciuto nel calcio sono tanti, ma sono molto distanti. Tipo, quelli che vedo spesso sono Pupi Zanetti, Burdissio e Diego Milito”.

TRIPLETE

“Il Triplete con l’Inter come il Mondiale con l’Argentina. In parole povere, potevamo vincerle o perderle tutte e tre le competizioni in giro di due settimane. La squadra ci credeva davvero, poi tanti di noi erano quasi a fine carriera, quindi dare tutto te stesso per un’opportunità unica. Ci abbiamo provato e ci è andata benissimo. Per me il Trilpete è qualcosa di storico che rimarrà per sempre. Anche se tante altre squadre riusciranno a farlo, noi rimarremo sempre i primi. Solo a parlarne ti dà un immenso orgoglio”, ha concluso Samuel.