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Sconcerti contraddice Barzagli: “Lukaku forte, Pogba sopravvalutato”

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Ai microfoni di Libero, Mario Sconcerti parla di mercato e promuove l’Inter per gli acquisti fatti finora, cominciando da Romelu Lukaku e altri. Queste le sue parole: “L’Inter era più forte, il “di più” il Milan ha dovuto trovarlo dentro di sé e ce l’ha fatta. Chi sta lavorando meglio tra le più grandi in Italia? La squadra nerazzurra”. 

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Andrea Barzagli, ai microfoni di Tuttosport, ha detto che Pogba sposta gli equilibri, invece Lukaku meno: “Lukaku? Sposta di più Pogba. Lukaku ha dimostrato di fare la differenza in Serie A, però il francese porta quella personalità e quella qualità che un po’ mancava”. 

Parole che il giornalista non condivide: “Il colpo Lukaku è straordinario – dice Sconcerti -. Il belga ha portato uno scudetto quasi da solo, Pogba è meno determinante. Un bel giocatore, ma sopravvalutato”.

ALTRI ACQUISTI

“L’arrivo di Lukaku all’Inter, però, ne ha “nascosti” altri due che non sono da meno. Mkhitaryan sa fare tutto, ogni tanto va in letargo ma sorprenderà ancora. Asllani l’ho seguito la passata stagione: mi ha impressionato, sa sempre cosa fare, vedrete che sarà un grande giocatore”.

Libero

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Mauro: “Dybala? Meglio la Roma che l’Inter”

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L’ex calciatore Massimo Mauro esprime il suo pensiero su quello che La Gazzetta dello Sport ha definito il giallo dell’estate, ovvero: dove andrà a giocare Paulo Dybala? Ai microfoni della rosea Mauro ha risposto così:

“Dybala voleva 10 milioni di euro dalla Juve, quando già 8 sarebbero stati troppi. Sarò sincero: a mio parere l’Inter non è la soluzione ideale per Dybala. Non ne faccio un discorso tecnico, ma numerico. Anche dovesse uscire uno o più tra Edin Dzeko, Joaquin Correa oppure Alexis Sanchez, la coppia titolare resterebbe Romelu Lukaku e Lautaro Martinez, senza se e senza ma, sono molto convinto. Paulo, però, ha bisogno di ritrovare intensità attraverso la continuità d’impiego, e dovrebbe farlo partendo dalla panchina? La vedo molto difficile”.

L’ex opinionista di Sky aggiunge: “Dunque, io il calciatore lo vedrei bene alla Roma e non all’Inter. Sapete perché? Perché in primo luogo José Mourinho è un allenatore che sa toccare i tasti giusti con i suoi giocatori, specialmente quelli più dotati. Immagino che Mou possa offrire un patto chiaro e conveniente a Dybala – dice Mauro -, che al netto di tutto resta un calciatore da 20 gol nei piedi all’anno. Vicino ad Abraham e Pellegrini, Paulo sarebbe nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio, senza neanche il peso di dover vincere il campionato a tutti i costi come in altre piazze. La situazione ideale, limitandoci all’aspetto calcistico e lasciando perdere quello economico”.

La Gazzetta dello Sport

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Bergomi: “Lukaku ottimo. E non mi aspetto di rivedere l’Inter di Conte”

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Ai microfoni di Radio Nerazzurra, Beppe Bergomi ha parlato del ritorno di Romelu Lukaku all’Inter e del possibile impatto dell’attaccante belga sul reparto offensivo dei nerazzurri. L’ex difensore nerazzurro si è espresso così:

“Conoscendo Simone, non penso che cambi molto pure con Romelu Lukaku – dice Bergomi -. L’Inter avrà meno peso sulle fasce ma sarà più forte davanti. Non mi aspetto affatto di rivedere l’Inter di Conte. Ragionano diversamente, i nerazzurri cercheranno sempre di imporre il gioco e partire forte. Magari se sei in vantaggio puoi adesso metterti dietro e ripartire. Io sono sicuro che vedremo ancora una bella Inter”.

SCUDETTO

“L’Inter non è l’unica. Inzaghi ha perso Perisic e dovrà fare a meno di Skriniar. Bremer sarebbe una buona soluzione, vero. Ma in questi anni l’Inter ha cambiato troppo e spesso perché costretta a tenere un occhio al bilancio. Lukaku? Stravedo per Romelu. Ora Inzaghi ha quell’arma tattica mancata quando l’Inter andò in black-out a metà campionato. Perse il derby, raccolse 7 punti in 7 partite e si giocò lo scudetto”.

MONDIALE 82

“A 18 anni ero al primo dei miei tre mondiali. Prima della finale Bearzot mi disse: tu marchi il biondo… Il biondo era Rummenigge! Mi salvò l’incoscienza. Se Bearzot potrebbe allenare oggi? Il calcio è cambiato, ma non le doti che deve avere un allenatore. Doti umane. Mi viene in mente un flash per spiegare chi era Bearzot: con l’Inter, in campionato, segnai un gol all’Ascoli ed esultai come un pazzo. Quella rete mandò i marchigiani in B. Il giorno dopo Bearzot mi telefonò: Beppe, hai mancato di rispetto ai giocatori dell’Ascoli. Non si fa così”.

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