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Pairetto confuso e pronto ad ammonire Bisseck: Barella e Sanchez lo fermano e gli spiegano

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Così dal nulla, Luca Pairetto voleva ammonire Yann Bisseck per l’esultanza dopo il gol contro il Bologna. Il difensore dell’Inter è un grande appassionato di basket e ha voluto festeggiare con un tiro in sospensione dopo il gol, ma l’arbitro in totale confusione si dirige verso il giocatore per ammonirlo, il motivo? Pensava che l’esultanza fosse una reazione verso i tifosi di casa.

I compagni di Bisseck, con a capo Nicolò Barella e Alexis Sanchez, fanno muro davanti al direttore di gara e cercano di chiarire. L’assistente di Pairetto parla con lui e chiarisce che l’esultanza di Bisseck non aveva nulla a che fare con il pubblico di casa. Così è stata evitata una sanzione dal nulla.

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Sarri demolisce Moggi: “Le sue parole? Non voglio mancare di rispetto a tutti i non radiati”

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Siluro di Maurizio Sarri, destinazione: Luciano Moggi. Il tecnico della Lazio non si gira troppo intorno e demolisce l’ex dirigente della Juve in maniera chiarissima. L’ex dirigente dei bianconeri aveva attaccato così l’allenatore biancoceleste:

“Con Allegri questa squadra sta seconda in classifica, non possiamo cercare oltre. Anzi, non facciamo la fine che si stava facendo con Maurizio Sarri – dice Moggi ai microfoni di Radio Bianconera -. Preso un allenatore a detta di tutti per migliorare il gioco, ma dove? Questo allenatore è stato inserito in un contesto che non lo rispettava. Lui in un anno non solo ha peggiorato la collettività, ma a momenti rischiava di perdere lo scudetto che ha vinto. Se fosse rimasto un altro anno la Juve sarebbe retrocessa in Serie B”. 

Sarri risponde a Moggi ai canali ufficiali della Lazio: “Le sue parole? A dire il vero sono in difficoltà a rispondere a uno che è stato radiato. Non vado oltre perché mi sento di mancare di rispetto a tutti i non radiati. Ricordo a tutti che l’ultimo scudetto della Juve l’ho vinto io, mentre con lui quella squadra è retrocessa dopo più di cento anni di storia e con pure 17 punti di penalizzazione in Serie B”, la risposta del tecnico.

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Guai a trattare il calcio parlando di calcio

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Non sia mai parlare di calcio nei programmi di calcio. Parliamo di complotti, favori, arbitri e aria fritta, ma mai di calcio. A noi non ci va proprio parlare di una squadra che sta dominando il campionato in lungo e in largo, di una squadra che regala spettacolo nonostante i fiumi d’odio ogni fine partita. Macché, è meglio parlare di Lautaro che si becca il cartellino giallo, o dell’arbitro che va al monitor e rispetta la sua decisione.
Eh si, perché Ayroldi mica può rispettare il protocollo che i suoi superiori hanno messo in atto. Ayroldi si comporta male e ferisce i sentimenti di una tifoseria confusa, piena di rabbia che cerca solo complotti e mali dappertutto. Ayroldi ha solo preso la stessa decisione di Aureliano in Fiorentina-Inter, ha semplicemente punito l’imprudenza. Si, quell’imprudenza di Sommer-Nzola, però lì nulla da aggiungere, bravo Aureliano, bravo il VAR, bravi tutti. Anzi no, cattivo Sommer che si mette a parare il rigore.
 
Insomma, la solita pochezza che viene raccontata da chi deve svolgere un lavoro equilibrato, imparziale e senza riempire d’odio i cuori dei telespettatori. La solita pochezza che va avanti in un paese che non cerca mai di migliorare, ma per fortuna esiste Thierry Henry, che non si sofferma nella pochezza e parla di ciò che tutti noi appassionati vorremo: parlare solo di calcio.

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