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L’incoerenza di Ibrahimovic: “La Juve ha vinto 38 scudetti”. Ma a Sanremo nel 2021 diceva altro

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Zlatan Ibrahimovic è stato protagonista al Festival dello Sport a Trento, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport. L’ex calciatore del Milan ha parlato di alcuni argomenti, toccando anche quello degli scudetti della Juve. Ad una domanda di quanti scudetti abbia la squadra bianconera, Ibrahimovic non ha esitato a rispondere alla domanda di una spettatrice presente all’evento:

“I tuoi amici interisti dicono che la Juve ha vinto 36 scudetti? No, la Juve ha vinto 38 scudetti perché noi insieme abbiamo lottato e dimostrato che eravamo i più forti in Italia, quindi gli scudetti sono 38 e non 36”.

Bene, fin qui tutto molto bello, ha parlato Ibra che, a detta di molti sostenitori, non sbaglia mai. Ma siamo sicuri di non avere davanti un personaggio incoerente? Perché se torniamo indietro nel tempo, non troppo lontano, esattamente a marzo del 2021, il sopracitato si presenta sul palco dell’Ariston a Sanremo e dice queste parole durante il suo monologo:

“Fin qui ho giocato 945 partite e non ho vinte tantissime, ma non tutte. Ho vinto undici campionati, due in Olanda, quattro in Italia, uno in Spagna e quattro in Francia, e ne ho perso qualcuno. Ne ho vinte anche tante coppe e ne ho persa qualcuna”, le sue parole.

Se ci fosse più coerenza tra i fatti e le parole, un po’ come gli scudetti di una tale squadra, anche per Ibrahimovic ci sarebbe più chiarezza e meno illusioni, ma tant’è…

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Vanoli: “Sempre grato a Conte, mi ha dato la possibilità di vincere lo scudetto con la mia Inter”

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Durante un’intervista lasciata ai microfoni di Sky Sport, Paolo Vanoli, adesso allenatore del Venezia, ha raccontato la sua esperienza sulla panchina dell’Inter a fianco di Antonio Conte. Queste le parole del tecnico varesino:

“Ringrazierò sempre Antonio Conte, perché in Premier League mi ha fatto vivere esperienze bellissime, e in più, firmando anche all’Inter, tra l’altro, dandomi la possibilità di vincere lo scudetto, appunto, con la mia squadra del cuore. Chi mi conosce sa che sono un tifoso interista. Tornando a Conte, tengo a sottolineare che mi ha insegnato a gestire i grandi campioni, ciò mi è stato utile quando ho allenato lo Spartak Mosca”.

Vanoli aggiunge: “L’esperienza allo Spartak mi ha regalato un bel trofeo, ma soprattutto è stata importante per vari motivi. Dopo ho lasciato il paese per causa del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, inoltre non era facile e la mia famiglia era costantemente in ansia per me. Addirittura anche la Farnesina mi chiamava di continuo chiedendomi di rientrare in Italia. Ringrazio tanto anche mia moglie per il supporto che mi ha sempre dato”, conclude il tecnico. 

Sky Sport

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Jugovic: “Zanetti non rallentava mai. Vieri? Haaland prima di Haaland. Ronaldo sembrava uscito dai videogiochi”.

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Vladimir Jugovic, ex centrocampista di Inter, Juve e Lazio, ha disegnato la sua squadra dei sogni. Questa la formazione dei sogni dell’ex calciatore serbo ai microfoni di Sportweek:

“In porta ci metto Peruzzi perché, nonostante la poca eleganza e altezza, era un portiere insuperabile. Con lui tutti i difensori si sentivano al sicuro in campo e fuori. Peruzzi un uomo spogliatoio straordinario. In difesa abbiamo un giocatore come Javier Zanetti, la costanza fatta a persona, ma soprattutto, a calciatore. Andava sempre a duemila all’ora in partita e in allenamento. Ogni tanto mi domandavo ‘ma quest’uomo rallenta mai?'”.

Jugovic si posta in centrocampo e attacco: “Miha era un amico prima che compagno di squadra, dai tempi delle vittorie con la Stella Rossa fino alla Samp. Un giocatore che calciava le punizioni come le calciava lui non esisterà mai più. Alla forza abbinava un grande piede, che spettacolo! Vieri? Per me Bobo è stato Haaland prima di Haaland. Ronaldo? Per me è stato il più forte sia come compagno che come avversario. Mai visto un giocatore come lui. Andava in porta direttamente con la palla in velocità impressionante. Ronnie sembrava uscito dai videogiochi”, conclude l’ex giocatore”.

Questa la squadra dei sogni di Jugovic:

Peruzzi; Zanetti, Nesta, Mihajlovic, Evra; Gullit, Zidane, Nedved; Savicevic, Vieri, Ronaldo. All.: Lippi.

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